Nel salotto buono della signorina Isabella
giovedì, aprile 17th, 2008 | Author: minni
Inaugurazione degli spazi espositivi di BorgoCastelloTre

Domenica 20 aprile 2008
Ore 18.00
Sala dei Musei Provinciali
Borgo Castello – Gorizia
La Belle Epoque (tradotta, la parola perderebbe sapore) fu un’epoca storica o, più propriamente, un modo d’essere della società europea nel periodo tra la guerra franco-tedesca del 1870 e la guerra mondiale scoppiata nel 1914; nonostante le difficoltà socio-politico-economiche che la caratterizzarono, tutti i ricordi tramandati sono all’insegna dell’ottimismo, della serenità, della frivolezza, della gioia di vivere, del romanticismo – spesso patetico e di maniera – e dell’amore idealizzato.
Il Salon (salotto o salone), che fin dal ’600 era diventato uno degli spazi più frequentati della cultura letteraria, musicale e mondana europea, in questi decenni celebrò i suoi massimi trionfi. Stimolati dalla moda del momento, molti celebri operisti (Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo), ma soprattutto musicisti noti come maestri di canto (Rotoli, Denza, Tirindelli, Gastaldon, Arditi, Toselli e l’indiscussa vedette Francesco Paolo Tosti) crearono innumerevoli componimenti per canto e pianoforte: romanze, melodie accompagnate, canzoni e rielaborazioni di motivi popolari napoletani, spesso dedicate ai cantanti più in voga. Gradevoli, disimpegnate e di facile effetto, tali composizioni venivano eseguite talvolta da artisti famosi, ma più spesso da dilettanti benevolmente accolti dagli amici della padrona di casa.
Tolta qualche eccezione, nei testi si tocca sempre lo stesso soggetto: l’amore, ma non già l’amore vero sentito nelle sue multiformi estrinsecazioni, bensì un amore fittizio, patetico, di maniera, con frequenti ritorni retorici su di una morte tanto più invocata quanto meno sinceramente bramata. Si languisce per labbra coralline, per capelli biondi o neri, per occhi bruni, azzurri, cilestrini, di fata, di bambola; si fantastica attorno ad una natura di cartapesta, con “la luna che brilla sull’onda e lo zeffir che spira sul mar” per passare quindi a contesti espressivi che continuamente sfumano dall’esasperazione drammatica alla rappresentazione comico-grottesca tendente al satirico, in perenne equilibrio fra sorriso e pianto.
Un’immersione, quindi, in un “piccolo mondo antico” circoscritto, forse reazionario e capriccioso, ma anche allegro, pronto all’occulta trasgressione, aperto e disponibile alla gestione individuale più varia, che ne determina le sorti e
le fortune, in una suadente, stimolante atmosfera liberty.
Programma
Francesco Paolo Tosti (1846 – 1916)
Sogno
L’ultima canzone
Stanislao Gastaldon (1861 – 1939)
Musica proibita
Francesca Masini
Paolo Pieruzzo
Stanislao Gastaldon
Musica non proibita!
Francesco Paolo Tosti
‘A vucchella
Enrico Toselli (1883 – 1926)
Serenata (Rimpianto)
Francesco Paolo Tosti
Tristezza
Francesco Paolo Tosti
Invan preghi
Francesco Paolo Tosti
Ideale
Chanson de l’adieu
Ruggero Leoncavallo (1857 – 1919)
Mattinata
Arturo Buzzi-Peccia (1854 – 1943)
Lolita
Ernesto De Curtis (1875 – 1937)
Torna a Surriento
Rodolfo Falvo (1873 – 1937)
Dicitencello vuie
Salvatore Cardillo (1874 – 1947)
Core ’ngrato
Sabina Arru - pianoforte
